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Leggende natalizie

Storia dell'albero e di Babbo Natale - La leggenda del pettirosso

 

Storia dell'albero di Natale:

In un remoto villaggio di campagna, la Vigilia di Natale, un ragazzino si recò nel bosco alla ricerca di un ceppo si quercia da bruciare nel camino, come voleva la tradizione. Il ragazzino però si  Si attardò nel bosco più del previsto e quindi,  sopraggiunta l'oscurità, non fu in grado di  ritrovare la strada per ritornare a casa, tanto più che cominciò anche a nevicare intensamente.  Il ragazzo allora  si sentì  assalire dall'angoscia e pensò a  quanto intensamente aveva  atteso quel Natale, che forse non avrebbe potuto festeggiare. Sopraggiunta una grande stanchezza, il fanciullo  si addormentò raggomitolandosi ai piedi del tronco e l'albero, intenerito, abbassò i suoi rami fino a terra in modo da formare come una capanna che proteggesse il bambino dal freddo gelido e dalla neve.La mattina si svegliò ed in lontananza sentì le voci degli abitanti del villaggio che lo stavano cercando e quando il ragazzo uscì dal suo riparo per riabbracciare i suoi compagni, tutti si accorsero del meraviglioso spettacolo che si presentava davanti ai loro occhi: la neve caduta nella notte, posandosi sui rami frondosi, aveva formato delle decorazioni e dei cristalli che, alla luce del sole che stava sorgendo, sembravano luci  di uno splendore incomparabile. In ricordo di quell'evento , l'abete venne adottato come simbolo del Natale e da allora, in ogni casa , viene addobbato ed illuminato come per rievocare  lo spettacolo che gli abitanti del  villaggio videro in quel lontano giorno. Da quello stesso giorno inoltre, gli abeti nelle foreste hanno mantenuto la  peculiarità di avere i rami pendenti verso terra.

 

La vera Storia di Babbo Natale:

Nell'antica Roma, in una fredda notte tra il 243 ed il  366 dopo Cristo, amici e parenti si scambiarono le prime "stranae" ( strenne, doni) per festeggiare il "dies natalis" ( giorno di Natale) : cesti di frutta , dolci e doni d'ogni genere affinché  la nascita di Gesù e l'anniversario dell'ascesa al trono dell'Imperatore diventassero  il simbolo di una prosperità che avrebbe dovuto procrastinarsi  per  tutto l' anno.
Questo cerimoniale durò per secoli fino a quando, nel 1800,  trovò la sua personificazione in un forte vecchio rubicondo dalla barba bianca conosciuto con il nome di  Babbo Natale.
Secondo la tradizione, Babbo Natale vive al Polo Nord insieme a moltissimi gnomi che lo aiutano a  costruire giocattoli che regalerà ai bambini di tutto il mondo la notte di Natale, aiutato nella distribuzione da una slitta trainata da magiche renne volanti.
Ogni storia fantastica ha un suo fondamento e quindi, anche Babbo Natale, non è solo un personaggio creato dalla fantasia, ma ha un suo fondamento in un personaggio a lui molto simile nell'aspetto e realmente esistito, tanto è vero che negli USA è addirittura nata un'associazione che sostiene la sua esistenza e ne ricerca le prove: la Institute of Scientific Santacluasism.
Il personaggio di cui parliamo è  San Nicola, nato a Patara, in Turchia, da una ricca famiglia e divenuto vescovo di Myra, in Lycia, nel IV secolo.
Quando San Nicola morì, le sue spoglie, o le sue  presunte spoglie, vennero deposte a Myra fino al 1087, anno in cui vennero trafugate da un gruppo di cavalieri italiani travestiti da mercanti  che le portarono a Bari dove sono tutt'ora conservate e di cui divenne il Santo protettore.
Negli anni seguenti alla sua morte, si diffusero moltissime leggende, tra cui la più famosa e di cui parla Dante  nel Purgatorio (XX, 31-33) è quella che racconta la storia di tre  giovani ragazze destinate alla prostituzione a causa della loro povertà. San Nicola, addolorato dal pianto e commosso dalle preghiere  del padre delle tre ragazze, impossibilitato a sposarle perché  caduto in miseria, decise di intervenire lanciando per tre notti di fila, attraverso una finestra sempre aperta dae vecchio castello, tre sacchi di monete che avrebbero costituito la dote delle ragazze. Tutto andò liscio la prima e la seconda notte , ma la terza notte San Nicola trovò la finestra inspiegabilmente chiusa. Deciso a mantenere fede al suo proposito, il vecchio dalla lunga barba bianca si arrampicò quindi  sui tetti e gettò il sacchetto di monete attraverso il camino  e al quale erano appese le calze ad asciugare, salvando in tal modo le tre ragazze dalla triste sorte della prostituzione.
In altre versioni posteriori,  modificate per poter essere raccontate ai bambini a scopo educativo, San Nicola  donava  cibo alle famiglie più povere calandoglielo in maniera anonima attraverso i camini o le loro finestre.
Secondo altre leggende, San Nicola  sarebbe addirittura  entrato in possesso del Sacro Graal che, oltre ad essere il mezzo che gli permetterva di  "produrre in abbondanza"  in modo da donare ai meno abbienti, fu anche causa del trafugamento delle sue spoglie per volere di papa GregorioVII.
San Nicola divenne pertanto, nella fantasia popolare,  "portatore di doni" insieme al suo asinello, nella notte del 6 dicembre (S. Nicola, appunto) o addirittura nella notte di Natale.
Il nome olandese del santo, Sinter Klass, venne importato in America dagli immigrati come Santa Claus, la cui traduzione in italiano è solitamente Babbo Natale. Attualmente Babbo Natale ha perso  ogni connotazione religiosa ed è diventato, grazie all'inventiva dei pubblicitari della Coca-Cola, il  vecchietto vestito di rosso che ormai tutti conosciamo.

La Leggenda del pettirosso

La notte di Natale, nella stalla insieme a Giuseppe, Maria e al Bambino Gesù, vi era anche un piccolo uccellino marrone che, mentre la famigliola dormiva, notò che il fuoco che li scaldava stava per spengersi.
Così, per tenere caldo il Bambino Gesù , l'uccellino volò verso le braci e tenne il fuoco vivo muovendo le ali per tutta la notte.
La  mattina dopo  l'uccellino fu premiato con un bel petto rosso brillante come simbolo del suo amore e della sua devozione.
 

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